Nel mare ci sono i coccodrilli
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Pubblicato: 2010
Numero pagine: 155

Buongiorno lettori,

oggi voglio parlarvi di una storia vera che ho letto per caso e che mi ha lasciato addosso così tante riflessioni che mi sento quasi fortunata di tutto ciò che mi è successo nell’arco della vita.

Leggere questo testo, concentrato di sacrifici e forza di volontà, darà la carica ad ognuno di voi e vi farà capire la fortuna che abbiamo a vivere in un luogo lontano dalla miseria e dalla guerra.

Dalla quarta di copertina

Se nasci in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. Tuo padre è morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava è andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. Ecco perché quando bussano alla porta corri a nasconderti. Ma ora stai diventando troppo grande per la buca che tua madre ha scavato vicino alle patate. Così, un giorno, lei ti dice che dovete fare un viaggio. Ti accompagna in Pakistan, ti accarezza i capelli, ti fa promettere che diventerai un uomo per bene e ti lascia solo. Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l’incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l’Iran, la Turchia e la Grecia. Un’odissea che lo ha messo in contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l’ironia né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso. Enaiatollah ha infine trovato un posto dove fermarsi e avere la sua età. Questa è la sua storia.

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Mi sono seduto sul materasso prima di sdraiarmi e mi sono accorto di quanto fosse brutto il samavat: i muri scrostati, la puzza, la polvere ovunque e, tra la polvere, i pidocchi. Ho paragonato quel posto a casa mia, ma è durato solo un istante. Prima di spaventarmi troppo, con le mani ho sparpagliato il paragone nell’aria, come faceva un mio amico grande, a Nava, quando fumava di nascosto le radici delle piante, per evitare che l’odore gli impregnasse i vestiti.

RECENSIONE

Scritto in modo meraviglioso questo testo risulta riflessivo e speranzoso. Una botta di vita che oltre a far riflettere il lettore su un mondo differente dal nostro ci insegna a non dare tutto per scontato.

L’autore con questo romanzo vi farà compiere un viaggio insieme al protagonista Enaiatollah, un bambino che nasce in un posto sbagliato dove la vita e l’adolescenza sono un bene di lusso. Il lettore affronterà un viaggio che parte dall’Afghanistan fino ad arrivare in Italia.

Non si tratta questa di una storia classica, con il grande cattivo da sconfiggere. Qui il grande cattivo è la mentalità, il modo di vivere e di sopravvivere. In quel territorio è normale scambiare un bambino per un camion di merci, è normale far lavorare un bambino e sfruttarlo, è normale la fame, la sete e tanto altro ancora.

Sono entrato nel negozio di uno che vendeva piatti e bicchieri per chiedere se poteva darmi un pò d’acqua. Il padrone mi ha squadrato come fossi un insetto, poi mi ha detto: Prima dimmi chi sei. Sei uno sciita o in musulmano? Che poi, in teoria, sono la stessa cosa, quindi era una domanda davvero stupida. Io mi sono arrabbiato. La pazienza ha un limite anche quando sei un bambino alto come una capra. Ho detto: Prima sono uno sciita, poi sono un musulmano. Anzi – ho aggiunto- prima sono un hazara, poi uno sciita, poi un musulmano. Potevo benissimo dirgli che ero musulmano e basta, ma io, per dispetto, ho detto quello che ho detto. Allora lui ha preso la scopa…

STRUTTURA

Partendo dai personaggi, sottolineo il fatto che non sono troppi, per fortuna sono pochi, riconoscibili e ben definiti. Anche i personaggi secondari sono incisivi e tutti hanno dei nomi stranieri che per fortuna sono facili da pronunciare e da ricordare.

All’interno del testo troverete diversi termini in lingua straniera per identificare alcuni oggetti, cibi o luoghi, ma non vi è alcun problema o confusione in merito.

Sicuramente vi affezionerete al protagonista come è capitato a me e sicuramente proverete un affetto immenso per la mamma di Enaiatollah che con il suo atto d’amore ha deciso di regalare una nuova vita al figlio.

La storia viene raccontata dall’autore in modo semplice e abbastanza lineare. Partendo dall’inizio si arriva pian piano al momento attuale con tutte le peripezie e ostacoli nel centro.

Come avrete intuito questo è un testo denso di avvenimenti e non può annoiare il lettore. Non mancano mai le scene che scuotono il protagonista e momenti di stallo non ce ne stanno. Leggendo queste pagine il lettore si troverà in bilico fino alla fine e con il fiato sospeso!

La narrazione è magnetica e accattivante. Risulta un pò pesante a livello emotivo, ma la storia cattura e ti molla solo quando sarai arrivato alla fine.

Leggendo questo testo, oltre all’angoscia provata per le peripezie affrontate dal protagonista, ho sentito anche una sorta di disgusto e ribrezzo per quegli individui che si creano una corazza, che per apparire forti e duri sono disposti anche a maltrattare dei bambini.

La scrittura è immediata e dinamica, ma anche leggera, veritiera e schietta proprio come se a parlare fosse un bambino.

Lo stile è molto attento e non è artefatto, mentre i dialoghi danno un tocco in più alla narrazione enfatizzando alcuni concetti salienti.

CONSIGLI DI LETTURA

Una lettura facile e coinvolgente adatta tanto ai ragazzi quanto agli adulti. Sicuramente sarebbe un libro adatto alla lettura in classe, magari approfondendo degli aspetti con compagni e insegnanti, ma è un’ottima lettura anche per gli adulti che vogliono approfondire la dura realtà di alcuni posti.

Un libro educativo con tanti momenti cupi che non aspetta altro di essere letto e di farti vedere il mondo con occhi diversi!

Buona lettura!