Buongiorno lettori,
oggi voglio parlarvi di un libro che mi ha stupita. Ho iniziato a leggerlo senza alcuna pretesa perché devo ammettere che non avevo letto nessuna opera precedente dell’autore. Un testo che mi ha catturata sia per l’intreccio della storia e sia per le modalità di scrittura, ma partiamo dall’inizio.

Link Recensione sul magazine: https://lifefactorymag.com/2021/08/05/memorie-di-un-delitto-di-salvo-toscano/

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TRAMA

L’avvocato Roberto Corsaro riceve una strana lettera nel suo studio: un’anziana nobildonna vuole incontrare lui e il fratello Fabrizio, giornalista, per proporre loro un incarico. Incuriositi, i Corsaro accettano l’invito e raggiungono la donna a Modica. Il compito che l’anziana affida loro è però più complicato del previsto: dovranno riaprire un caso di omicidio risalente a trent’anni prima, una torbida storia che ruota intorno all’uccisione, in una villa di Cefalù, di una giovane ragazza. Attraverso le loro indagini e i racconti di chi visse in prima persona quella vicenda, i fratelli Corsaro compiranno un viaggio a ritroso nel tempo, scoprendo una Sicilia diversa… e una terribile verità.

RECENSIONE

Parto dicendo che è impossibile non immedesimarsi nella storia, tra l’altro ambientata nei giorni odierni, in piena pandemia nella bella Sicilia.
Una strana storia di omicidio porterà il lettore a camminare a ritroso insieme ai personaggi e ad interrogarsi su diversi punti e tematiche. Un testo che invita all’introspezione e al confronto. Nulla è messo lì per caso, tutto ha un senso!
Ho apprezzato molto il rapporto che l’autore ha creato tra fratelli, è molto veritiero, ben costruito ed il tutto è condito dal rapporto di ognuno di loro con la propria famiglia.
La storia appare carica di dettagli che vengono svelati man mano a sostegno di un mondo credibile e verosimile. Il ritmo della storia è incalzante i dialoghi sono ironici, spontanei e spesso molto leggeri, forse per alleggerire leggermente i toni.

“I signori Corsaro, suppongo”
“la supposta è giusta”, risposi io, ma nessuno rise.

La scrittura è dinamica, incisiva supportata da dialoghi che contano un linguaggio senza freni e da un linguaggio spesso forte ed incisivo, ma sicuramente sincero e schietto.

“Quando qualcuno muore è sempre buono, bello e giusto, manca a tutti e tutti si ricordano quante cose belle faceva e diceva. Poi se uno muore giovane non ne parliamo. Ma io Ketty me la ricordo bene. E anche se io la amavo, perché per me era davvero la mia amica speciale, ricordo che persona difficile fosse. Egocentrica, gelida, sicura di sé.”

I personaggi non sono tanti e ogni personaggio ha la sua storia e le sue manie. Roberto per esempio si sente in difetto e sporco per aver avuto una storia fuori dal matrimonio, la moglie di Roberto invece mi ha fatto sorridere per la sua voglia di aiutare un pesce rosso con un solo occhio a cui gli succedono un sacco di
inconvenienti. Un altro personaggio che mi ha colpita è la signora Costanza che vive con il rimorso di non essere arrivata alla verità. E così tanti altri che il lettore scoprirà leggendo.

Questo è sicuramente un thriller che ha un giusto equilibrio tra serietà e brio. L’autore sa come coinvolgere il suo pubblico attraverso un contesto affascinante, strappando qua e là dei sorrisi, ma coinvolgendo il
lettore in una storia seriosa, dai temi importanti e con qualche conflitto interiore.

Un romanzo scorrevole e davvero piacevole, per tale motivo mi ripropongo di leggere tutti i lavori di Salvo Toscano. Lo consiglio ad un pubblico adulto che apprezza questo genere letterario, che predilige le narrazioni accattivanti e la giusta tensione in un contesto affascinante.
Buona lettura!