Leggere e scrivere
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Pubblicato: 07/2017
Numero pagine: 112
Più volte Naipaul è tornato con la memoria a quando, ancora bambino a Trinidad, sognava di diventare un grande scrittore. Ma non ci aveva mai raccontato con la vibrante immediatezza di queste pagine come si accostò alla scrittura e, prima ancora, alla lettura; come riuscì a crearsi, in una colonia alla periferia dell'impero britannico, un mondo soltanto suo, estraneo alla letteratura sulla quale si era formato. Né ci aveva mai confessato in che misura il…

V. S. Naipaul, Premio Nobel per la Letteratura nel 2001, è uno dei più importanti scrittori contemporanei caraibici. Nato negli anni Trenta in un piccolo villaggio da genitori indiani, si è trasferito in Inghilterra nel 1950 per studiare all’università di Oxford.

Ho conosciuto questo grande della letteratura attraverso questo libricino, prima non so per quale arcano motivo, non avevo mai sentito parlare di lui. Sono contenta di aver aggiunto questo tassello alla mia rete letteraria e spero sia una lettura nelle vostre corde.

Dalle pagine lette e apprezzate viene messo in risalto come egli ha faticato a raggiungere il grande successo. Naipaul ha costellato la sua vita di numerosi viaggi che lo hanno fatto crescere e lo hanno reso un acuto osservatore dei cambiamenti del mondo postcoloniale, che ha deciso di imprimere in diverse opere, raccontando gli intrecci della civiltà del nostro tempo.

Leggere e scrivere si tratta di una breve raccolta di due saggi (Leggere e scrivere e Lo scrittore e l’India) e si conclude con il discorso per il Premio Nobel intitolato Due mondi.

Il perno centrale del primo saggio è la rievocazione dei tempi in cui, ancora bambino, egli sognava di fare lo scrittore. In questo contesto Naipaul svela, il suo percorso creativo e la sua formazione letteraria mossa e guidata dalle sue origini e dalla sua cultura.

Il primo saggio è quello che ho apprezzato maggiormente e qui si evince la sua sensazione di essere straniero in qualsiasi terra. Questo lo ha reso sensibile e a tal proposito ha voluto esprimere tutto ciò che pensava del problema dell’identità in un mondo colonizzato.

Nel secondo saggio, Naipaul si addentra nei territori impervi della terra natia, l’India, descritta come la ferita più grande.

L’Autore prova un crudo dolore a parlarne, si sente testimone di una terra straziata. Questo a causa di una ferita sempre presente, mai superata, cercando comunque di vedere oltre la desolazione uno stimolo per darsi coraggio e spronarsi.

A chi lo consiglio?

Interessante e consigliato a chi ama scrivere, a chi vorrebbe imparare a farlo, ma anche a chi ha la passione della lettura. Lo consiglio inoltre a chi predilige leggere saggi brevi, ma carichi di pensieri e di esperienze.