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Pubblicato: aprile 2016
Numero pagine: 48
Google ci rende veramente stupidi? A partire dalla celebre domanda posta dallo studioso americano Nicholas Carr, Derrick de Kerckhove, erede di Marshall McLuhan e guru dell'era digitale, si inoltra nell'universo della rete problematizzandone gli impatti sul nostro modo di pensare, sulle facoltà cognitive, sulle capacità mnestiche. Chi di noi non usa Google? Chi può vivere oggi senza la rete? Che conseguenze hanno sulla nostra vita Facebook e Twitter? De Kerckhove affronta il fondamentale cambiamento epistemologico…

Oggi pongo l’attenzione su un piccolo libricino, che dal numero delle pagine sembra insignificante, ma leggendolo si capisce che ha un contenuto davvero concentrato. Queste poche pagine spingono i lettori a porsi tante domande e a fare altrettante osservazioni utili.

“La rete ci renderà stupidi?” è un testo che ci allarga gli orizzonti sul futuro della comunicazione. Viene posta l’attenzione su diversi aspetti e su diversi cambiamenti che potranno avvenire.

Ci descrive l’era digitale e le conseguenze che essa potrà avere sulle nostre capacità cognitive e intellettuali.

Troveremo tra le diverse argomentazioni delle riflessioni su:

  1. Il linguaggio e la memoria
  2. la tv (Avatar, Matrix, Blade Runner)
  3. video games e web

 L’autore è convinto che la rete arriverà a modificare radicalmente il modo di pensare degli esseri umani. Del resto penso sia normale che la mente umana si adatti alla tecnologia circostante e per tale motivo questo cambiamento in tempi molto brevi, avverrà anche su scala planetaria. 

Derrick de Kerckhove sembra essere molto positivo a tal riguardo e secondo il suo parere questo cambiamento repentino porterà con sé effetti più positivi che negativi.

Analizzando gli effetti, ammette che l’utilizzo di Internet, dei social e della tecnologia in generale, potranno provocare un depotenziamento della memoria a breve termine, della concentrazione e soprattutto della volontà di coltivare i rapporti interpersonali dal vivo.

Così facendo un giorno, non molto lontano saremo portati a sviluppare di più la vita virtuale rispetto a quella reale.

Ma ci sono anche lati positivi come il sorgere di nuove forme di democrazia che porteranno ad un maggiore controllo sulla gestione del potere. Insomma, ci aspetta “un rovesciamento epocale”, destinato a cambiare in meglio la cultura mondiale, la struttura delle società, il pensiero di ogni individuo.

Il libro, con il suo percorso lineare delle informazioni, si rivelerà obsoleto, anche perchè la lettura rallenta il tempo ed esige pazienza. La lettura secondo il suo punto di vista è destinata al declino, come tutto ciò che è privato e statico, rispetto al pubblico, dinamico ed esportabile ovunque.

 

A chi lo consiglio?

A tutti coloro che amano la tecnologia e che si interessano dei meccanismi dei cambiamenti che avvengo nel mondo.

Lettura fluente e decisamente interessante!