Lq quarta dimensione del tempo
Serie:
Pubblicato: 20 giugno 2020
Numero pagine: 154

SINOSSI

James Murray, newyorkese d’adozione, è un affascinante pubblicitario che ha passato gli ultimi tre decenni a costruirsi una nuova e brillante identità sui cocci del passato. Finché una lettera, giunta ai suoi occhi in ritardo di ventisette anni, non fa crollare ogni impalcatura. Insieme all’amico Gavin dovrà ripercorrere a ritroso la strada verso un Missouri verde come l’Irlanda, verso una figura materna cancellata da troppo tempo, verso i sogni perduti, verso se stesso. Nella consapevolezza che, come gli ripeteva l’amato padre, dove si arriva e da dove si parte sono i soli punti da tenere sempre presenti per non sbandare durante il percorso.

Estratti significativi

Estratto 1

Non capiva come qualcuno che non lo conosceva affatto potesse arrogarsi il diritto di stabilire che suo padre era più felice adesso, senza suo figlio, e non voleva pensare a nessun brindisi futuro con nessun altro padre che non fosse il proprio. Ammesso e non concesso che tutte quelle storie sull’essere e il non essere fossero vere, James era certo che, se avesse potuto scegliere, Peter avrebbe preferito l’essere con lui al non essere o all’essere con chiunque altro, fosse pure l’Altissimo.

Estratto 2

…siamo spesso soli, del tutto soli, in questo mondo, ma non siamo stati programmati per sopravvivere da soli. Per morire da soli invece si, ma nessuno pensa mai che sia arrivato il proprio momento di andarsene, che non ci sia più nulla da fare. Allora ci si aggrappa alla prima mano che si trova.

Estratto 3

Scossa via la polvere sopra l’antica rabbia, James Murray si rese conto che il tempo porta con sè rughe, dolori reumatici, capelli che sui lati si fanno grigi, disfunzioni erettili – per il momento, su questo fronte, nulla da segnalare, comunque – ma cancella anche un pò dell’autoindulgenza da vittima sacrificale.

RECENSIONE

L’autrice Ilaria Mainardi, che non ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto buttare a capofitto nella sua storia, ci racconta attraverso le sue parole ricercate la storia di James.

Ci racconterà di questo protagonista inizialmente arrabbiato con il mondo per aver perso un punto saldo della sua vita: suo padre. Ci racconterà il suo viaggio evolutivo e introspettivo attraverso gli anni che passano. Un ragazzo come tutti gli altri, non un ragazzo super, che fa cose dell’altro mondo. Parliamo di un ragazzo normalissimo che cerca di affrontare i problemi scappando e ficcando la testa sotto la sabbia. Lascerà a soli diciotto anni tutto il suo mondo, per catapultarsi in una vita tutta nuova, fatta di sacrifici e nuove esperienze. Si lascerà alle spalle una marea di domande, rimpianti e una madre che vorrebbe tanto rivederlo.

James lontano da casa ritrova un suo equilibrio che io definirei instabile. Basta una vecchia lettere ingiallita di Lucinda è tutto cambia. Proprio questo evento è quello che trasforma tutto, è il pretesto del cambiamento. Con l’evolversi della narrazione capiremo che il presente e il passato si intrecciano indissolubilmente. Le risposte che James cerca sono proprio nel mezzo, in quel groviglio di sentimenti, frasi non dette, cose non fatte.

Il tempo però è qualcosa di relativo in questo romanzo, poichè ci sono almeno due punti di vista. Abbiamo il tempo cronologico che scorre veloce e inesorabile ed il tempo interiore del protagonista. Quest’ultimo cerca di andare avanti, con i paraocchi, ma spesso invece come i gamberi va indietro e si tuffa nel passato e nei ricordi.

La costruzione dei personaggi è ben affrontata dall’autrice e ho apprezzato ogni caratterizzazione psicologica e caratteriale dei personaggi. Viene sottolineato anche quanto sia importante avere un’amico pronto a sorreggerti nel bene e nel male. Gavin Doyle è un amico con la “A” maiuscola e che tutti vorremmo avere.

Questa storia in realtà non verrà letta come un semplice romanzo, ma verrà vissuta a fianco del nostro protagonista. Ci troviamo davanti una storia che ci rende parte attiva e ci fa immedesimare nei perchè del protagonista. Abbiamo riso con James delle peripezie di Gavin e degli altri personaggi strampalati, ma abbiamo anche sofferto con lui e per lui.

La scrittura è molto frizzante: offre tratti di comicità esilarante a momenti di pura commozione, mostrando una grande padronanza della scrittura.

Lo stile è fluido e impeccabile, mai semplicistico, mai banale. La scrittura è immediata, precisa e meticolosa. Un continuo omaggio al cinema ci farà scoprire diverse storie inventate dal padre di James, come quelle su Marlon Brando.

CONSIGLIO DI LETTURA

Certamente un romanzo che non manca di regalare molteplici spunti di riflessione sia su noi stessi che sul mondo che ci circonda, sul tempo che stiamo vivendo e sui legami familiari.

Consiglio questa lettura ad un pubblico adulto, a chi predilige temi introspettivi, che parlano di famiglia, di amicizia, di cinema e di cambiamento.