La morte ha l'oro in bocca
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Pubblicato: 11 novembre 2017
Numero pagine: 545

Buongiorno lettori,

oggi vi presento e vi parlo di un thriller, prequel di un romanzo pubblicato il 21 Gennaio 2021, ovvero “Il Discepolo”.

Ovviamente vi parlerò anche di questo secondo volume, ma partiamo dal primo!

TRAMA

Milano. Il corpo di un uomo viene rinvenuto nel proprio appartamento. È riverso a terra, in un’insolita postura. Solo una cravatta dorata, perfettamente annodata attorno al collo della vittima.
Sulla scena del crimine interviene il commissario Walker, della Polizia di Stato. I primi indizi fanno pensare a un delitto passionale, ma qualche giorno più tardi si verifica un episodio analogo. Stessa posizione, stessa cravatta al collo. In bocca una piastrina d’oro con dei simboli incisi sopra.
Walker non ha dubbi: si tratta di un serial killer. Quello che in seguito la stampa chiamerà: Il Killer della Cravatta.
Da qui inizia la caccia a un criminale che sembra imprendibile.
Le indagini non producono risultati e dopo cinque omicidi, la Polizia brancola ancora nel buio.
La cattura del killer sembra impossibile, finché un giorno Walker riceve una telefonata che lo mette di fronte a una verità troppo dolorosa …

RECENSIONE

Non è il primo romanzo che leggo di questo autore ed ero molto curiosa anche questa volta di scoprire il nuovo intrigo.

Nicola Rocca dà vita a un buon romanzo, e tutti i tasselli di questo complicato puzzle vengono ritrovati e posizionati in modo corretto.

Fin da subito mi sembrava chiaro che ci fosse un collegamento con l’elemento oro, ma come? Capire dove si collocava questo legame tra l’oro e gli omicidi ha fatto in modo che io restassi incollata alle pagine.

Dove l’autore volesse andare a parere non l’ho scoperto subito, ma pian piano. Inoltre non sono mai stata certa che il killer fosse… quel tizio lì, che scoprirete leggendo e la conferma mi è arrivata solo verso la fine del romanzo quando tutto viene a galla!

Come se l’elemento oro non bastasse, l’autore ha inserito nel suo libro anche una cravatta, giustamente di colore dorata. Anche lei sempre presente sulla scena del crimine.

Il punto è: cosa mai ci farà questo killer con dell’oro e una cravatta? Tutto ha un senso, credetemi.

Ci troviamo in una Milano fredda e gelida che accoglie i diversi personaggi che entrano in gioco. Sono tanti e per non dimenticarli io ho preso appunti.

“La morte ha l’oro in bocca” è un thriller nel quale si intrecciano le vite di molteplici personaggi, tutti apparentemente colpevoli, ma tutti con un alibi di ferro.

Personaggio principale

La scena principale è per David Walker della sezione Omicidi. Un uomo che ha sofferto in passato e che si evince non amare i momenti di tristezza.

Impossibile non amare la figura del commissario, un uomo come tanti altri, pieno di difetti, consapevole dei suoi limiti, ma ancora capace di credere nel suo lavoro e nell’amore.

Il fatto che il protagonista non faccia altro che fumare, dal primo all’ultimo minuto del romanzo può disturbare qualcuno, ma lo è anche chi fuma nella realtà. E’ una caratteristica molto forte come lo è l’alcool per il personaggio secondario Raffaele Ghezzi. Ognuno ha i propri difetti e questo è una caratteristica che dà spessore ai nostri personaggi e li rende veri.

Ho apprezzato molto che l’autore sia riuscito ad intrecciare molte storie parallele con tanti personaggi, ognuno con la propria personalità, ognuno con le proprie debolezze, i propri vizi e tutto ciò risulta molto curato soprattutto nell’aspetto psicologico. 

In contrapposizione al protagonista troviamo un killer guidato da un dolore lacerante, da quella sete latente di vendetta che lo trascina nel vortice dell’oscurità. Ormai si ritrova incatenato da quella sua scelta, si trova a bruciare di rabbia e di rancore e l’aria che ci farà respirare sarà pesante e ricca di colpi di scena.

Il trascorrere dei giorni è l’unica medicina in grado di curare le ferite che ognuno porta nel cuore.

RIFLESSIONI

Il romanzo ovviamente è scritto in terza persona, si vedono quindi gli eventi dall’esterno.

Nicola per scrivere questo testo è certo che si sia documentato a dovere sia sulla medicina legale e sia sulle tecniche investigative in generale.

Dietro questo libro c’è molto lavoro, molto studio e sicuramente tanta dedizione. Quindi mi complimento con lui.

Sicuramente si poteva migliorare qualcosa: ho riscontrato per esempio diversi passaggi ripetitivi che sicuramente servivano per sottolineare con forza alcuni passaggi, ma all’occhio del lettore potrebbe apparire ripetitivo e noioso.

La frase che la mamma di Walker ripete in fin di vita per esempio viene ripetuta non so quante volte. E’ vero che è una frase che tormenta il nostro protagonista, però così facendo si potrebbe ottenere un effetto indesiderato.

(P.S. io ho decifrato la frase corretta al 41% del libro e prima che lo facesse il protagonista. Sono stata brava?)

Alcuni passaggi del romanzo risultano molto scientifici e per capire al meglio quello di cui l’autore parla si deve prestare davvero molta attenzione a quello che si sta leggendo. La particolarità però risiede nel fatto che questo lavoro di inserire parole tecniche è sbaragliata da dialoghi con un linguaggio senza freni, le battute affilate, spesso decorato da parolacce o parole forti!

Quindi ho riscontrato diverse contrapposizioni che si possono apprezzare e che possono sottolineare una scrittura stimolante, nitida ed incisiva.

I temi trattati e che si possono estrapolare dalla lettura sono davvero tanti e tra quelli principali troviamo: l’amore per la famiglia, la sofferenza che provoca la malattia, l’amore e la dedizione per il proprio lavoro, la sofferenza provocata da una perdita e il tradimento.

CONSIGLIO DI LETTURA

Se ami le storie con diversi intrighi, tradimenti, vissute da persone vere, con difetti e vulnerabilità questo è un romanzo che ti consiglio di leggere!

Una lettura incredibilmente trascinante, incalzante ed intensa.

Un thriller che parla di dolore profondo e che ti farà assaporare il gusto della vendetta!