La fabbrica di cioccolato
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Pubblicato: 10 gennaio 2015
Numero pagine: 200

Buongiorno, lo sentite quest’aroma forte e ricco di cioccolato? Oggi voglio parlarvi di uno dei romanzi più golosi esistenti. Partiamo subito.

TRAMA

Un bel giorno la Fabbrica di Cioccolato Wonka dirama un avviso: le cinque persone che troveranno i biglietti d’oro nelle tavolette di cioccolato riceveranno in regalo una provvista di dolciumi bastante per tutto il resto della loro vita e potranno visitare l’interno della fabbrica, mentre un solo fortunato tra loro ne diventerà il padrone. A chi toccherà?
Dal capolavoro di Roald Dahl è stato tratto il film della Warner Bros. Pictures con Johnny Depp, diretto da Tim Burton.

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RECENSIONE

Il mio amore per il cioccolato è sempre stato alto, ma dopo aver visto il film e letto il libro di Roald Dahl credo che la mia passione per i dolciumi sia aumentata. (peccato che i miei denti non siano proprio d’accordo con me)

La storia inizia nella periferia di una grande città. Essa inizia lentamente e fa conoscere al lettore la famiglia del protagonista, la sua casa, il suo ambiente. Il mondo iniziale è verosimile e credibile sostenuto da descrizioni e dettagli che lasciano riflettere il lettore. Poi pian piano con l’avanzare della storia il mondo descritto sembra sempre meno verosimile lasciando ampio spazio all’incredulità e alla meraviglia. Tutto sembra un grande sogno!

E’ bella e divertente questa storia già rappresentata più volte sui grandi schermi. Leggerla però è ancora meglio: c’è chi si appassiona alla figura di Charlie, chi rimane catturato dalla personalità di Willy Wonka, chi ride di ciò che succede o chi canta insieme agli Umpa-Lumpa. Tutto questo è dovuto alla fantasia, unita all’ironia dell’autore che non sopporta i bambini viziati e i genitori iperprotettivi.

I personaggi di questa storia sono comuni, persone che si riscoprono eroi e persone che si sentono potenti e ricche, ma che si riscoprono vuote.

Sicuramente ogni personaggio ha una storia alle spalle e alcune manie da raccontare al lettore quindi parliamo di personaggi fascinosi, particolari e ben costruiti.

In particolare rimasi molto colpita dalla scena in cui Charlie, il protagonista, cammina per le strade piene di neve dopo aver speso gli ultimi soldi nell’ultima barretta di cioccolato senza aver trovato il biglietto vincente. La situazione della famiglia povera e della “tristezza” che fa da contorno alla sua infanzia è spiegata in modo dettagliato e può essere intesa come una seconda chance per il nostro piccolo protagonista.

Il rapporto nella famiglia di Charlie è molto solido, attento ai membri più anziani e le relazioni sono autentiche ed è facile immedesimarsi ed affezionarsi a loro.

Altro punto a favore di questo testo è la voglia dell’autore di sottolineare la differenza tra un ragazzino appartenente ad una famiglia povera, e gli altri quattro concorrenti, provenienti da famiglie benestanti o estremamente ricche. Così si vede la differenza palese tra bambini che sono viziati e bambini che sono abituati alle rinunce e a guadagnarsi ciò che ottengono. Charlie sa cosa significa sacrificio e risparmio. Non sa cosa sia un piatto di minestra calda, indossare un cappotto, egli sa soltanto cosa vuol dire desiderare qualcosa e non poterla avere. Tuttavia, la vita di Charlie subirà un cambiamento e questo porterà tutti i lettori a sperare.

Solo Charlie riuscirà a non cadere in trappola e a porre un freno ai suoi desideri, senza strafare. Solo lui in quel gruppo ha vissuto quelle esperienze difficili.

Questo è un libro di successo, sarà apprezzato per chissà quanto tempo ancora e sicuramente ha tutte le carte in regola per riecheggiare a lungo tra i libri ricchi di significato.

Questo testo non ha una morale ben definita, ma un significato nascosto: l’educazione che i genitori trasmettono ai figli. Se i bambini sono maleducati o senza rispetto non è colpa della loro indole selvaggia, ma dei genitori che decidono di viziarli e non cercano di comprenderli, ma di accontentarli.

L’autore così punisce non solo i bambini ma anche i genitori. Leggendo questo libricino si potrà assistere ad un rovescio della medaglia perchè si crede indirizzato ad un pubblico giovanile, ma così non è.

Mi sono divertita molto a leggere questa storia e criticando lo stile di vita di chi ha tutto facile nella vita l’autore si è avvalso di una scrittura semplice, ma incisiva. Con uno stile brioso e una scrittura energetica l’autore ha saputo creare una trama ben focalizzata.

Non voglio che a dirigerla sia un adulto. Un adulto non mi darebbe mai retta, non avrebbe mai voglia di imparare. Vorrebbe fare le cose a modo suo, non come dico io. Perciò ho bisogno di un ragazzo. Mi serve un ragazzo buono, intelligente e affettuoso a cui posso rivelare tutti i miei più preziosi segreti per la fabbricazione di dolciumi mentre sono ancora vivo.

CONSIGLI DI LETTURA

Roald Dahal ha un modo particolare di scrivere e raccontare le sue storie, poiché riesce a trascinare il lettore in un modo fantastico ed irreale. Nonostante sia considerato un libro per ragazzini, credo che la particolarità della storia riesce a catturare l’attenzione pure di un pubblico più adulto. Ovviamente ho notato cose che da piccola non avrei mai captato quindi leggerlo insieme ad un adulto sarebbe la cosa migliore.