Il viaggio
Pubblicato: Dicembre 2019
Numero pagine: 164

Buongiorno,

oggi vi propongo la recensione di un libro particolare e dallo stile un pò retrò. Partiamo subito.

SINOSSI

Nel 1281, tra le alte montagne, un piccolo gruppo di monaci è costretto ad abbandonare l’isolato eremo. Uno di loro, spinto dal desiderio di recarsi in Terra Santa, intraprende un lungo viaggio attraverso il mondo degli uomini.
Tra villaggi sconosciuti e casuali incontri, il monaco seguirà l’invisibile ed imprevedibile via tracciata dal destino o, secondo le sue parole, “dal volere di Dio”.

RECENSIONE

Tutto inizia in un eremo, ci troviamo insieme al protagonista in un’ambientazione suggestiva che nessuno può vantarsi di aver visitato. Un posto isolato, tra le montagne, immerso nella natura e con accesso ad una grotta particolare dove i frati possono accedervi solo una volta l’anno.

La vita in questo angolo di mondo procede come sempre tra la preghiera, poveri pasti e il duro lavoro. Uno dei frati, il più anziano del gruppo viene a mancare e per tale motivo bisogna comunicare l’accaduto all’abate di Grenoble. Ovviamente non ci sono telefoni o tecnologie tali da poter comunicare in tempo reale e il nostro protagonista si offre di intraprendere, insieme al caro asinello, questa missione. Al suo ritorno qualcosa di grave sta succedendo e questo, oltre alla sua vocazione, lo porterà ad affrontare un altro lungo viaggio. Questa volta partirà verso la Terra Santa, rigorosamente a piedi.

La trama non mi ha convinta del tutto, probabilmente perchè non sono riuscita ad empatizzare con il protagonista. Ha lasciato poco il segno nella mia mente forse perchè i tempi raccontati sono molto diversi dai nostri e non ho condiviso alcune scelte del protagonista.

Non conosceremo mai il nome di questo frate, lo accompagniamo nel suo viaggio, nei suoi incontri, sapremo cosa mangia, cosa pensa e leggeremo delle sue difficoltà, ma non sapremo mai il suo nome. Sicuramente la storia rende davvero bene l’idea di ciò che un frate in quell’epoca direbbe, non è semplicemente una narrazione fine a se stessa.

E’ un testo triste in alcuni tratti perchè sembra essere vivida la consapevolezza che il tempo avrà prima o poi la meglio su tutto. Tutto un giorno andrà perso e il protagonista preferisce accettare passivamente ogni cosa che gli accade come un buon credente. Verità, ingiustizie, misteri. Un viaggio che affrontiamo anche noi ogni giorno, ma sicuramente in modo differente.

Si tratta di un lungo reso conto di calamità, sfortune, sacrifici e problematiche che c’erano a quel tempo e che bisognava affrontare in un modo o nell’altro. Solo alla fine verrà svelato il motivo di tutto questo pellegrinare e si capirà un pò di più il senso del libro.

Il frate camminando camminando ci descrive con accuratezza i posti, le persone, l’ospitalità che incontra, i pasti frugali che gli vengono offerti nonostante i tempi estremamente difficili. A tal proposito alcune frasi all’interno della narrazione ti faranno riflettere su quanto oggi siamo fortunati, abbiamo tante cose a disposizione e nemmeno ce ne accorgiamo!

La scrittura è ricercata e si nota subito la conoscenza dell’autore dei temi trattati. Da apprezzare è anche lo stile adottato per raccontare la vicenda: la storia é scritta sotto forma di diario.

Il finale mi è parso essere però troppo veloce e frettoloso, avrei preferito leggere qualcosa in più invece di assistere all’esplosione vero e proprio del racconto.

Consiglio di lettura

Un libro piacevole da leggere, dal significato profondo, illuminante e riflessivo per certi versi. Ci sottolinea come noi siamo i creatori della nostra realtà, nonostante spesso ci affidiamo al destino, a convinzioni radicate e tramandate da chi prima di noi ha vissuto.

Consiglio la lettura ad un pubblico adulto che predilige le ambientazioni retrò e vuole toccare con mano un’epoca dura, cupa, ma affascinante.