Il discepolo
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Pubblicato: 20 gennaio 2021
Numero pagine: 376

Buongiorno,

oggi mi rivolgo a tutti gli amanti del genere thriller perchè sto per parlare di un secondo volume che porterà avanti le vicende di Walker. Chi è Walker? Se hai letto il primo volume “La morte ha l’oro in bocca” sai già di chi sto parlando!

TRAMA

Milano. È trascorso quasi un anno dalla morte del Killer della Cravatta, ma la caccia non è ancora finita.
Ormai è chiaro: l’assassino aveva un complice. O almeno, questa è da sempre la convinzione di Walker.
Deluso per l’insuccesso e abbattuto dalla fine del suo rapporto con Clara, il commissario scivola nel baratro.
Depressione, sostengono i medici. Cazzate, dice lui. Sul fondo dell’abisso, Walker affida la propria vita al destino e a un vecchio revolver. Vivere o morire, ormai, per lui non ha più importanza. L’occasione per riscattarsi arriva quando viene rinvenuto un cadavere. Una cravatta dorata attorno al collo. Il Killer della Cravatta è tornato.
C’è qualcosa di strano, però, che a Walker non torna: perché il killer ha ucciso quel ragazzino invece di Adamo Cornali, l’unica vittima scampata al Killer della Cravatta? Nemmeno il tempo di riflettere, i cadaveri diventano due.
Inizia una frenetica caccia all’uomo, che non porta da nessuna parte.
Poi, un indizio che pare incastrare l’assassino, ma tutti gli sforzi si rivelano vani, e le indagini tornano al punto di partenza. Quando arriva l’illuminazione, si reca nell’unico posto in cui è sicuro di trovare il Discepolo del Killer della Cravatta. Walker è pronto per catturarlo, ma avviene qualcosa che stravolge di nuovo ogni logica…

Il Discepolo è il sequel di La morte ha l’oro in bocca. Con questo romanzo si conclude la vicenda del Killer della Cravatta. Il Discepolo è un thriller d’indagine dal ritmo serrato; i capitoli brevi sono pallottole sparate contro il lettore, che deve arrendersi alla crudele e imprevedibile verità. Le apparenze ingannano, ma gli occhi di un uomo non mentono mai.

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RECENSIONE

Parto dicendo che scrivere un sequel, secondo me, non è per nulla semplice. Il più delle volte è un brodo allungato che non riesce a catturare l’attenzione del lettore. In questo caso però l’autore è riuscito a creare una storia originale e differente che si lega al primo volume, ma che ha una sua indipendenza e un suo filo logico.

In questo secondo episodio il lettore viene a conoscenza dei drammi del commissario David Walker, che lo vediamo trasformato dall’uomo meticoloso e intraprendete che era. Inizialmente il protagonista a mio avviso è un pò troppo fragile e depresso, pieno di se e di ma da sorreggere. L’unica certezza della sua vita sregolata è Fausto Balini, nelle vesti di un bravo ragazzo che è andato in Africa per fare volontariato. Per il commissario questo tizio è colpevole di essere il pupillo o complice di un killer, il killer della cravatta. Lo è davvero o si tratta solo di un’intuizione dettata dal suo inconscio?

Un genere poliziesco/investigativo che, ambientato sempre nella grande Milano, riesce a stuzzicare la mente del lettore e nonostante qualche concetto ripetuto più volte risulta un testo ben strutturato che con la sua suspance riesce a fare centro.

Dal primo volume, vediamo il ritorno di Arturo Mosetti, il signore degli enigmi ed amico del protagonista, che in principio si sente deluso e ferito dal comportamento di Walker. Non accetta di essere stato messo in discussione nel caso precedente e tra i due sembra essersi sciolto un pò il legame che li teneva uniti, come andrà a finire questo rapporto di amicizia?

Anche con Clara era andata male e il commissario Walker se ne pente giorno dopo giorno. I suoi rapporti umani sono davvero centellinati e così tra incubi, farmaci e alcool inizia a giocare alla roulette russa. Non reputa la sua vita importante, non reputa se stesso degno e capace di continuare a vivere. L’unico tarlo fisso è il complice di Umberto Visconti, complice del suo migliore amico, ma anche astuto killer. Ma proprio questo complice quando inizia il suo percorso senza regole, uccidendo persone a caso, mette in moto le idee del commissario che ritroverà la scintilla per portare avanti questo caso davvero insolito e intricato.

RIFLESSIONI

Non si tratta di un semplice romanzo, ma questo è un testo che ti porta nei meandri oscuri di una persona. Siamo nella mente di un protagonista che vuole lasciarsi andare al suo lato oscuro. L’autore si immedesima in lui, in un uomo pieno di problemi, buio e schivo. Il lettore si immedesimerà allo stesso modo leggendo.

Il fumo uccide diceva il fronte del pacchetto. “Magari” sospirò David. “Che mi ammazzi ora. Subito. Un colpo secco.” Forse i medici non avevano torto e lui era davvero nella fossa di una crisi depressiva. Immerso così nel profondo da non rendersene conto. Accese la sigaretta e aspirò, pregando che quella lo lasciasse senza fiato.

Si ci trova davanti un personaggio depresso, solo, senza nessuno con cui sfogarsi, l’unico vero amico aveva un segreto ed è morto per quello in cui credeva: la vendetta. Il presupposto è terribile!

Il personaggio di Walker sembra non funzionare bene nella prima parte del romanzo ecco perchè non posso dare il voto massimo a questo testo. Secondo me, è un pò troppo poco commissario, passivamente lascia le sue vesti e si comporta totalmente da persona debole e poco curiosa. Una persona di legge dovrebbe essere, a mio avviso, un pò più incline ad essere forte, volenteroso di scoprire l’accaduto, risoluto, pronto a cadere e a rialzarsi ogni volta e questo non si nota affatto. Per fortuna i colpi di scena finali hanno risollevato la storia! Un’esperienza di lettura comunque sia bella e piacevole perchè ricca di suggestione.

Le qualità superano i difetti e mi ha comunque incuriosita ed incollata alle pagine!

Il lettore deve prepararsi ad un viaggio ricco di atmosfere buie nel mondo del commissario, ma anche un viaggio nel mondo no sense del nuovo killer.

STRUTTURA

Pagina dopo pagina, tra colpi di scena e falsi indizi l’autore ti accompagna verso la risoluzione del caso, facendoti camminare all’interno della scena.
 I capitoli brevi ed incisivi sono una tecnica ben studiata per rendere il romanzo sicuramente più intrigante e adrenalinico nella seconda metà del libro.

Il tipo di scrittura in alcuni tratti è tagliente e feroce e si nota un linguaggio moderno, schietto e alcune volte senza freni. I Dialoghi risultano ripetitivi in alcuni punti, ma comunque riescono a scaturire tensione e ansia nei momenti critici della narrazione. La sintassi energica produce uno stile originale che non delude il lettore.

I mostri della mente erano peggiori di qualsiasi assassino. Walker lo sapeva bene.

CONSIGLI DI LETTURA

Consigliato a chi ha letto il primo volume e sicuramente ad un pubblico adulto per il suo contenuto e tematiche forti.

Adatto a chi apprezza thriller psicologici a sfondo investigativo.