Firenze, un film
Pubblicato: 9 marzo 2020
Numero pagine: 176

Buongiorno lettore,

oggi voglio parlarti di un testo originale e atipico.

TRAMA

La Firenze che non ti aspetti, quella nascosta, sotterranea e maledetta, che non trovi sulle cartoline né sulle guide turistiche. Quella feroce degli anfratti sconosciuti di certe vie del centro, della noia, dell’ipocrisia, dell’angoscia delle periferie. La Firenze più autentica e vera, unta di lampredotto e bestemmie, incazzosa e superba, sboccata e principesca, che prendendoti per il culo riesce a svelarti l’universo. Dopo “Il Piccolo Principe è morto”, Riccardo Lestini torna con un romanzo. E questa volta ci racconta quindici storie, quindici frammenti di disperata normalità che, in un’anonima giornata d’inverno, si intrecciano, si sfiorano, si guardano. Due vecchi compagni di università che si rincontrano scoprendo che hanno da dirsi molto più di qualcosa, una ragazza che ha misteriosamente perso la memoria, un netturbino furioso con il mondo, una prostituta piena di incubi, un senza tetto innamorato, una donna impantanata in un amore sbagliato, un sedicenne col cuore a pezzi. E, su tutti e fra tutti, un ragazzo che gira le strade con la videocamera convinto che ci sia un film nascosto dietro ogni mattino, che il mondo sia un gigantesco concerto di ostriche e che, a spolparlo per bene, prima o poi deve per forza saltar fuori la Perla…

RECENSIONE

Questo non è un classico romanzo, ma un testo che sin da subito si distingue per forma e contenuti. “Firenze, un film” è un testo diviso in tempi, dove troviamo diversi focus e inquadrature. Gli orari delle scene sono ben scanditi e l’intero libro è racchiuso in una sola giornata. Questo vuol dire solo una cosa: il romanzo in questione viene strutturato come una sceneggiatura cinematografica ed è molto originale ed interessante.

I personaggi

Il primo personaggio che incontreremo è il vecchio Bob, che si sente vecchio, ma ha soli 32 anni. Vive in una viuzza del centro storico e volendo immortalare la bellezza di Firenze, con la sua fotocamera, se ne va in giro a trovare la sua musa ispiratrice.

Conosciamo tanti personaggi tra cui Red, il vecchio spazzino comunale che non fa altro che mettere in risalto il degrado della periferia della città. Poi c’è Ketty la prostituta venuta dall’est, che avrebbe voluto un futuro diverso e una casa migliore. Poi c’è Martino, il ragazzino che va ancora a scuola e Giulia che si risveglia in un giardinetto sporca di foglie e senza scarpe.

Ma lei, Daniela la Bella, ogni tanto ci pensa se questo bar in San Lorenzo, sto sbatacchio continuo di tazze e piattini e i clienti allupati che le fissano il culo, siano davvero la sua vita. E ogni volta pensa all’università, dodici esami ancora da dare e due anni che non c’è verso di aprir libro.

Sono tutti personaggi interessanti che vivono ai margini della società, incredibilmente verosimili, con la loro storia da raccontare, con le loro problematiche e i loro caratteri ben definiti.

La vera protagonista indiscussa però è Firenze, si quella città che tutti conosciamo per panorami e posti mozzafiato. L’autore non ci parlerà però della Firenze che si trova sulle cartoline o sulle guide turistiche. Lo scrittore ci descrive i vicoli più bui del centro storico, delle case del quartiere povero e delle periferie più desolate.

L’autore ci racconta 15 storie diverse con tanti personaggi che hanno qualcosa da trasmettere al lettore. Spesso si intrecciano tra di loro o si avvicinano così tanto da metter in risalto ciò che unisce queste persone: il luogo in cui vivono. Ti ritroverai a leggere storie di persone comuni, reali, del signore della porta accanto, ma anche delle sue sofferenze e sogni!

Struttura

La tematica del diverso fa da perno centrale alla storia insieme all’emarginazione, alla violenza, ma anche all’amore per il cinema, all’amicizia e all’amore.

Una scrittura diretta, forte, senza mezzi termini e senza freni. Il tutto risulta contornato da un brutale realismo che rende ancora più vivide quelle sensazioni di malessere che i personaggi vivono e che il lettore sperimentare. Utilizzato molto spesso un linguaggio sfacciato e sboccato che può risultare maleducato, ma analizzando i personaggi non può che risultare azzeccato e appropriato. Un fiume in piena che non ci risparmia descrizioni di scene imbarazzanti, tristi e ricche di vergogna, dolore e risentimento.

Uno stile davvero personale e particolare che ho apprezzato anche per il fatto che l’autore non si permette di giudicare nessuno. Questi personaggi li mette lì in primo piano e li lascia sfogare e trasmettere ciò che hanno da dire.

Stringe l’inquadratura su un tizio che esce di fretta dal bar ed è tutto sudato e rosso in faccia pure se fa un freddo boia. È il vecchio Red, ma questo il vecchio Bob non lo sa e soltanto si chiede come cazzo faccia a sudare che fuori saranno sì e no tre gradi. Si immagina due o tre motivi, che al vecchio Bob piace guardare la gente e inventarci sopra novelle, ma tutto può pensare tranne che il vecchio Red è tutto accaldato perché dopo il saluto di Daniela la Bella si sentiva scoppiare ed è corso in bagno a menarselo.

A CHI LO CONSIGLIO

Una lettura che può essere apprezzata in pieno da un pubblico adulto per la presenza di una terminologia a volte pesante e sboccato e di argomenti pesanti ed importanti.

Lo consiglio inoltre a coloro che vogliono leggere di una Firenze diversa, dove tutto non è “rose e fiori”, ma anche spine dolorose e sanguinolenti!