Belial le radici del male
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Pubblicato: 30 ottobre 2020
Numero pagine: 264

Buongiorno lettori,

oggi questa recensione è dedicata a tutti coloro che apprezzano le letture toste, tormentate e visionarie. Sicuramente un ottimo regalo per Natale, ma non aspettatevi niente di lieto, romantico o banale.

Partiamo subito.

TRAMA

Esiste un confine netto che separa il bene dal male? Cosa trasforma un uomo in un demone? È possibile far scomparire la crudeltà?
Queste sono le domande che tormentano Anton Bogdanov, ricercatore scaltro e visionario. Le risposte a questi quesiti riposano sul fondo di una provetta, fra gli atomi della molecola DJMH, che annulla gli istinti violenti, e della sua gemella speculare Pazuzu, che invece scioglie l’inconscio da ogni vincolo morale, liberando le belve e i mostri che albergano nell’animo umano.
Spalleggiato dai suoi fidati collaboratori e finanziato dal DARPA, organizzazione governativa americana che progettò il World Wide Web, Bogdanov realizzerà il sogno di donare al mondo un composto capace di curare il Male, per poi scoprire che esiste un’alternativa all’azzeramento delle pulsioni più sanguinose e amorali di cui l’animale uomo è capace: assecondarle e goderne.
Inchinatevi a Belial e al suo Nuovo Ordine Mondiale!

I latini avevano dannatamente ragione: la pace si raggiunge solo attraverso la guerra. L’eterno scontro fra gli opposti, il caos dei paradossi genera movimento, progresso e vita. Il bianco e il nero. Il freddo e il caldo. Il bene e il male.

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AUTRICE

Maria Elena Cristiano nasce a Roma, dove ancora risiede. Laureata in Medicina, dirige un’agenzia di servizi letterari: BabylonCafe’ (www.babyloncafe.eu).
Ha all’attivo due romanzi: Me and the Devil (Delos Digital) e Immortali (Kimerik).
Suoi racconti sono stati pubblicati nelle antologie Un penny dall’Inferno (SensoInversoEdizioni), Racconti Fantasy Vol.II (Historica Edizioni) e Non bastano le intuizioni (SensoInversoEdizioni).
Ha infine scritto recensioni cinematografiche su diverse testate, fra cui Il Mucchio e Scheletri.
Belial – Le radici del male è il primo romanzo per Edikit.
www.mariaelenacristiano.com

RECENSIONE

Per me questo è il primo romanzo dell’autrice che leggo, non sapevo bene a cosa andavo incontro, però la copertina mi attirava da matti. Chiacchierando con Maria Elena, fu stesso lei a mettermi in guardia da questo testo. Mi ha confessato di essere il romanzo più crudele e amorale da lei scritto con la consapevolezza di regalare al lettore un viaggio cupo e aspro.

Ditemi se non è un libro per me? Ovviamente si!

Mi sono preparata ad un libro malato, folle, crudo e assaporando ogni singolo capitolo ho ritrovato tutto questo in ogni singola scena. Non è un libro per tutti i tipi di lettori, vi avverto!

Il senso di colpa è una sacca di mattoni che ci impedisce di volare. Ci tiene a terra, ci ancora, ci imprigiona in una dimensione che non ci appartiene. Il male ha il sapore di tutte le cose proibite.

Io ne sono rimasta sbalordita ed entusiasta allo stesso tempo, perchè penso al grande lavoro introspettivo che c’è dietro. Angoscia, pathos e cattiveria sono un crescendo fino all’ultima riga. Un romanzo psicologicamente forte che potrei catalogare nel genere horror, anche se è molto di più.

Personaggi

Personaggio principale ed indiscusso è il tormentato Anton Bogdanov, un ricercatore che vuole fare la differenza, ma che viene assoldato da un’organizzazione governativa per creare un composto, una cura, ma qualcosa di inaspettato farà in modo che le cose non vadano come previsto.

Un personaggio che impareremo a conoscere e che cercheremo di capire, ma con cui non si riuscirà ad empatizzare fino alla fine. Ben caratterizzato e descritto, tanto che il lettore non farà alcuna fatica a notare tutti i suoi cambiamenti e il suo percorso di crescita. Il lettore capirà che ci troviamo davanti ad una vittima del sistema che dovrà fare la propria scelta una volta arrivato al bivio: bene o male?

Anche gli altri personaggi sono ben costruiti, non sono piatti, hanno tutti delle storie alle spalle complesse e delicate. Confermerete con me leggendo le storie dei detenuti che si trasformeranno presto in cavie da laboratorio o leggendo del colonnello Mertens disposto a tutto pur di salvare la sua piccolina.

STRUTTURA

Continuo a sottolineare la durezza di questo testo che viene marcata da una scrittura a tratti tagliente e feroce e a tratti caratterizzata da dialoghi composti da un linguaggio colloquiale e senza freni. La scrittura è scorrevole e fluida, la narrazione magnetica, mentre lo stile è dinamico ed energico.

La trama è sicuramente originale, costruita alla perfezione, misteriosa e promettente poichè le cose vengono svelate un pò alla volta, in corso d’opera e senza dare troppe anticipazioni.

Un testo stimolante, che manca di cuore e tatto, ma sicuramente riflessivo ponendo l’attenzione sulla natura umana, sul suo essere perfido, quasi senz’anima.

Tra i temi principali troviamo anche la malattia, la ricerca, il confine sottile tra bene e male, i concetti di giudizio e di regole sociali, ma anche tanto altro.

All’interno del testo si trovano numerosi termini tecnici e questo mette in evidenza ancora una volta quanto lavoro ci sia dietro un romanzo di qualità. Questo sicuramente è un ottimo lavoro!

Il finale aperto di questo romanzo saprà far rimanere ogni lettore con la bocca aperta, di stucco e li incuriosirà a tal punto da voler leggere un seguito.

CONSIGLI DI LETTURA

Un libro senza ombra di dubbio intenso, forte, geniale che consiglio a lettori altrettanto forti. Lo consiglio ad un pubblico prettamente adulto alla ricerca di una storia che gli faccia mancare la terra sotto i piedi.

L’uomo non è nè buono, né cattivo, è questo che culti e governi non hanno mai voluto capire. L’essere umano è un trionfo di contraddizioni, di assenza di equilibrio, di slanci verso le stelle e cadute nell’abisso.