Iniziamo facendo qualche approfondimento sulla parola “laicità”.

La parola laicità denota la rivendicazione, da parte di un individuo o di una entità collettiva, dell’autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso altrui.

  • La cultura laica è quella che crede nell’uomo e quindi nella sua capacità di autodeterminarsi, sulla base dei principi di libertà, del rispetto, della tolleranza e della fratellanza.
  • È quella per cui il singolo compie le sue scelte secondo la propria coscienza e ne accetta e affronta le conseguenze.
  • Inoltre è quella che vede l’uomo, come capace di compiere un cammino costruttivo e di esserne protagonista.
  • È quella dell’uomo svincolato da ogni principio morale, che fa della propria soddisfazione la propria legge.

Laico è, in questo senso, chi ritiene di poter e dovere garantire incondizionatamente la propria e l’altrui libertà di scelta e di azione, rispetto a chi, invece, ritiene di dover limitare la propria libertà secondo gli ammaestramenti dell’autorità di un credo religioso.

Sempre di più oggi si sente parlare di “percorsi iniziatici” e di “fede”, ma la vera fede pochi la sentono davvero. La fede è definibile come l’adesione a un messaggio che riguarda l’invisibile e che viene accolta come vera nonostante non sia scientificamente dimostrabile.

Quest’ ultima sembra essere legata alla “Consapevolezza” ovvero la verità oggettiva che è ben distante dalla soggettività culturale. È importante sapere però che la parola “consapevolezza”, nella nostra lingua, può creare una serie di connessioni di significato che ci possono allontanare, più che avvicinare a quello che in questo contesto si intende descrivere, creando dunque più confusione che comprensione. In questo caso non si parla di una propria esperienza personale e sensoriale, ma di un dato di fatto, di una realtà oggettiva.

Il pianeta terra sembra essere diviso in fazioni in perenne lotta tra loro: religioni contro religioni, sette contro sette, dio contro dio (o dèi), politici contro politici e uomini contro uomini. Solo alcuni uomini cercano il dialogo e ancora di meno sono gli uomini che sono in grado di vedere oltre. Le gabbie oggi sono davvero tante e all’uomo sembra che piaccia girovagarci dentro.

L’intera umanità sarà matura quando ogni singola persona si reggerà in piedi da sola, libera da ogni preconcetto e accogliendo un senso di totale responsabilità nei confronti della collettività.

Uno dei motivi storici del contrasto tra Massoneria e Chiesa è stato quello della:

NEGAZIONE DELLA LIBERTA’. Nessun cittadino preso singolarmente era ritenuto un uomo libero di vivere e gestirsi senza l’utilizzo dei principi della Chiesa.

Per fare il giusto raffronto tra Chiesa e Massoneria bisogna prima fare un passo indietro e vedere cosa successe il

20 SETTEMBRE 1870

Il Regno d’Italia era nato da pochi anni (17 marzo 1861) e si trovava a gestire diverse questioni delicate. Uno dei primi e più tragici aspetti fu la cosiddetta questione meridionale. Ulteriore elemento di fragilità era costituito dall’ostilità della Chiesa cattolica e del clero nei confronti del nuovo Stato liberale, ostilità alimentata dalla Legge Rattazzi, che si sarebbe rafforzata dopo il 1870 con la presa di Roma. Oltre a queste problematiche, una delle questioni più delicate fu l’unità territoriale a portare problemi.

Roma fu proclamata capitale del Regno d’Italia quando era ancora sotto il controllo del pontefice Pio IX, detentore del potere temporale su tutto il Vaticano. La “questione romana“, comunque, non si limitava al solo problema dell’annessione territoriale di Roma, ma chiamava in causa il complesso tema delle relazioni tra Chiesa cattolica e Regno d’Italia, già gravemente compromesse dal ridimensionamento del potere temporale del pontefice Pio IX.

Sia il Regno d’Italia che la Chiesa non potevano rinunciare a Roma così non si poteva pensare di risolvere il problema con modi diplomatici. Il Regno d’Italia decise di avviare un’azione militare, ma sia Emanuele II che papa Pio IX nonostante il contrasto fecero in modo che non avvenisse una strage.

Il 20 settembre 1870 un corpo di bersaglieri guidato dal generale Raffaele Cadorna, entrò in Roma dalla breccia di Porta Pia, non più difesa dalle truppe francesi, annettendo lo Stato Pontificio al Regno d’Italia. Il 3 febbraio 1871 Roma è proclamata capitale del Regno, Papa Pio IX si ritirò nel palazzo del Vaticano e si dichiarò prigioniero. Il 13 maggio 1871 viene approvata dal governo la legge delle Guarentigie, la quale stabiliva precise garanzie per il papa e la Santa Sede. Questi privilegi furono respinti in toto dal pontefice.

Così il pontefice, a dispetto di tutto questo, portò i cattolici italiani a non recarsi più alle urne e con il famoso non expedit (in italiano: non conviene, non è opportuno) prescrisse loro (per più di trent’anni) di evitare la partecipazione attiva alla vita politica del paese.

La distensione dei rapporti si ebbe solo con il XX sec. Quando nel 1919 Benedetto XV abrogò ufficialmente il non expedit.

Voi vi chiederete il motivo per cui abbiamo ricordato questo periodo storico e ora vediamo insieme come si collegano tutti i tasselli.

La massoneria pare abbia avuto molto importanza per gli avvenimenti che hanno portato a quel settembre del 1870. Si pensava che già nel 1824 alcuni movimenti, come i famosi Carbonari, fossero nati dalla Massoneria.

Importanti testate giornalistiche come:

  • la civiltà cattolica
  • l’osservatorio

accusavano la Massoneria di essere alla base di gravi sconvolgimenti politici.

Responsabile o meno la Massoneria conferisce a questa data un’importante valore storico politico e sociale. Ecco perché i loro aderenti ricordano questa data come un evento che sta a simboleggiare l’affermazione del “libero pensiero laico” svincolato da ogni condizionamento religioso.

15 SETTEMBRE 2008

In Francia, in tale data, papa Benedetto XVI dirà che: “la laicità non è in contraddizione con la fede”

La libera muratoria infatti riconosce ad ogni uomo la libertà di professare il proprio credo in quanto nessuna fede vissuta con consapevolezza e libertà, va in contrasto con i principi di una società basata su principi laici.

La massoneria richiama i suoi aderenti ad essere buoni e rispettosi delle leggi, partecipando alla loro formulazione e partecipando al voto. I soggetti che sono contemporaneamente cristiani e massoni lo faranno nel rispetto delle dottrine evangeliche e dei principi massoni.

Non c’è lotta tra Chiesa e Massoneria perché formulano lo stesso invito e lavorano per un bene comune.

Entrambe sono d’accordo anche su un altro principio che prende il nome di:

LAICITA’ SANA

Il pontefice ha ritenuto importante chiarire e sottolineare il concetto per non sfociare nel laicismo che tanto temono “autonomia delle realtà terrene non dall’ordine morale, ma dalla sfera ecclesiastica”

Nei testi fondamentali dell’obbedienza massonica si rivela che nessuno potrà e dovrà mai sentirsi svincolato dall’ordine morale, ma un massone avrà sempre il diritto di sentirsi svincolato da un ordine ecclesiastico.

Per entrambi il concetto di laicità richiama il rispetto e il dialogo indispensabile per costruire una società dove convivono pacificamente tradizioni, culture e religioni diverse.

 

Fonti:

  • Chiesa romana cattolica e massoneria (Mauro Biglino)