In tutte le diverse culture, troviamo numerosi riferimenti a piccole creature. In italia, sono stati documentati diversi avvistamenti, anche se chi, in prima persona, ha avuto delle esperienze fa fatica a parlarne apertamente. Queste figure vengono spesso collocate in luoghi vaghi e indefiniti poiché, per loro natura, sono delle creaturine molto sfuggenti. Tali creature sono così inafferrabili ed evasivi che non si riescono a collocare in modo certo. Tra questi esseri fatati troviamo i Folletti.

Descrizione

La parola “Folletti” sta ad indicare una categoria di piccoli esseri e tale nome esalta già di per sé la loro natura molto bizzarra e folle. Pare siano legati all’elemento terra, proprio perché il loro habitat è da ricercare nei boschi o nelle campagne. Prediligono però anche caverne, piccole miniere e cunicoli sotterranei.

In Valtellina i Folletti vengono chiamati anche Maghèt, ovvero dei piccoli maghi. Sembra tanto un nome carino e simpatico da attribuire a qualcuno che ispira tenerezza e gioia, ma lo è solo in apparenza. Se ascoltiamo qualche storia che ha come protagonisti dei Folletti ci accorgiamo subito che la loro indole non è sempre benevola, anzi si rivelano piuttosto dei maestri dell’inganno.

Sono decisamente cattivelli, vendicativi e cambiano molto spesso il loro aspetto per evitare di farsi riconoscere e seguire da chi non vogliono. Conoscono dunque l’arte del mimetizzarsi, ma al momento giusto sanno anche come esporsi e creare scompiglio.

Sono considerati una minaccia per contadini e pastori che vivendo a stretto contatto con la natura, si imbattono spesso nei loro tranelli. Spesso questi ultimi infatti si trovano ad essere vittime di pesanti giochi e dispetti, ritrovandosi così di fronte a gravi pericoli o ingenti danni.

Non è facile vedere i Maghèt e per tale motivo sono solitamente descritti in maniera differente a seconda della zona di appartenenza. Alla maggior parte degli uomini si sono mostrati come esseri piccolini, con indosso dei cappellini, di colore rossiccio e spesso simili alle faville del fuoco che volteggiano rapide per poi scomparire nel buio più profondo.

Sembra che queste creature posseggano dei poteri per cambiare le loro forme e sembianze: ora sono ricchi signori, ora bambini, ora anziani, ora animali, chi può dirlo in cos’altro riescono a trasformarsi.

Gli appassionati di funghi che spesso girovagano per i boschi, affermano che questi esserini sembrano essere anche loro ghiotti di Funghi. Del resto sembra essere quasi una cosa normale, visto che è uno dei cibi più facile da trovare e reperire nel sottobosco. Sarà questo il motivo di diversi ritrovamenti di funghi con angolini rotti e smangiucchiati?

I Maghèt sembrano non avere mai pace e per tale motivo cercano di seminare discordia anche tra gli uomini. Ancora non si è scoperto molto a tal proposito, ma tali esseri sono sempre in fuga da qualcuno o da qualcosa.

La loro dimora, i loro ritrovi e i loro punti di ristoro sono sempre dei luoghi impervi, dove quasi nessuno riesce ad arrivare e da dove possono magari far rotolare dei massi o delle valanghe. Si racconta che i Folletti si approfittano dei temporali per sradicare i ponti più deboli per mettere in difficoltà gli uomini e il loro operato, così da creare disagi e malcontenti.

Curiosità

Le nonne spesso dopo una favola o un racconto, non fanno altro che raccomandare ai propri nipoti, di diffidare dai Folletti e di riguardarsi in caso si ci ritrova vicino ad uno di essi. Se per caso si casca in uno dei loro tranelli bisogna recitare una preghiera per il proprio angelo custode. Tale preghiera permetterà di arrivare subito alla giusta soluzione. Inoltre bisogna ricordarsi di non bestemmiare o imprecare mai in loro presenza, per evitare brutti guai.

La leggenda

Si racconta che alcuni Maghèt siano stati dominati da un malvagio orco che viveva anch’esso in una valle della Valtellina. Pare che li costringesse a scavare senza sosta per cercare dell’oro. Quindi anche i folletti non se la passano bene a scavare tutto il tempo e a sottostare agli ordini di quel burbero orco. Forse nasce da qui il motivo del loro malumore generale e dei loro dispetti gratuiti. I contadini, a prescindere dal motivo che spingeva i folletti ad avere quelle caratteristiche, volevano fermarli e ci provarono in passato con alcune trappole sparse qua e la nelle loro proprietà. Ovviamente erano troppo lenti quei meccanismi per delle creaturine così sveglie e agili!

Gli uomini che si volevano liberare di questi esseri si rivolsero ad un anziano che sapeva controllare gli elementi della natura. Questo saggio signore studiò la situazione con attenzione per decidere come agire. Egli capì che questi esserini per essere domati avevano bisogno di qualcuno più forte di loro e così decise di scatenare un grosso temporale. La tempesta fu di così grande intensità che li travolse tutti e le acque li trascinò via. Secondo il racconto, di loro dopo questo avvenimento, rimase solo un segno: dove furono visti per l’ultima volta nacque una pianta di Ginepro. Tale pianta con i suoi aghi simboleggia la malvagità di quei Folletti. Inoltre l’orco impaurito dal forte temporale aspettò i suoi schiavetti all’entrata della sua caverna, e proprio lì, fu colpito da un fulmine. La folgore invece di incenerire l’orco all’istante lo trasformò in una grossa roccia che bloccò l’entrata della caverna piena di tesori che non cessa di tentare ogni uomo che passa da quelle parti.

Fonti testo: Il piccolo popolo (Marco Massignan) – editore Xenia tascabili (2006)

Fonti immagini: Pinterest